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COSA POSSIAMO ATTENDERCI DALLA RICERCA? INTERVISTA DEL SOLE 24 ORE AL PRESIDENTE FISM BATTAGLIA
14 Aprile 2010
Sclerosi Multipla e CCSVI
Battaglia a Salute24
«Ecco i fondi alla ricerca»
In attesa che dal Congresso dell`American Academy of Neurology, in corso a Toronto, in Canada, arrivino i primi risultati della sperimentazione condotta da Robert Zividanov, dell`Università di Buffalo, sull`ipotesi dell`italiano Paolo Zamboni di un legame tra CCSVI, patologia dei vasi sanguigni, e Sclerosi Multipla, Salute24 ha approfondito i prossimi passi della ricerca con il presidente della Fism (Federazione italiana sclerosi multipla), Alberto Battaglia.
Presidente, l`ipotesi che lega CCSVI e Sclerosi Multipla ha aperto una prospettiva di grande interesse. Cosa possiamo attenderci dalla ricerca?
Gli studi fatti dal gruppo del professor Zamboni evidenziano un aspetto della SM prima non conosciuto. Sia gli studi condotti in Italia che all’estero lasciano aperte ancora molte domande su quanto questo fenomeno possa giocare un ruolo nel causare danni al sistema nervoso centrale nella sclerosi multipla. È vero che da tantissimi anni si sa che l’infiammazione nella SM è prevalentemente perivenulare, ma che potessero esistere delle alterazioni del circolo venoso distribuite a livello extracranico è un’informazione che prima non avevamo e che comunque diversi studi in corso hanno il compito di confermare. Gli stessi autori degli studi sostengono che il trattamento potrebbe essere efficace sull’andamento della malattia e nel miglioramento dei sintomi della SM ma suggeriscono la necessità di ulteriori studi clinici controllati, necessari per determinare meglio la sicurezza ed i benefici potenziali di questa procedura.
Cosa stanno facendo Fism e Aism per sostenere la ricerca sulla CCSVI?
A dicembre è stato costituito un comitato scientifico ad hoc sulla CCSVI. Attualmente stanno partendo due studi italiani molto importanti che l’Associazione Italiana Sclerosi Multipla e la sua Fondazione sostengono sia come egida, sia come supporto finanziario. Metteremo a disposizione tutti i fondi che saranno necessari e siamo impegnati su più fronti. Abbiamo definito un programma speciale di ricerca con un finanziamento dedicato che è possibile grazie ai fondi del 5 per mille. Sulla CCSVI in questi mesi abbiamo subito avuto un confronto approfondito con le Associazioni nazionali di sclerosi multipla statunitense e canadese, le uniche Associazioni che, insieme a noi, mettono a disposizione della comunità scientifica fondi dedicati alla CCSVI e ci muoveremo in modo coordinato nel processo di valutazione, approvazione e monitoraggio delle proposte di ricerca che abbiamo ricevuto dai principali gruppi di ricercatori in risposta ai bandi in ciascuna nazione.
Quali sono i progetti di ricerca che saranno finanziati e a quanto ammontano i fondi stanziati?
Il programma speciale comprende innanzitutto la promozione, il coordinamento e il finanziamento di uno studio di prevalenza delle malformazioni nelle persone con SM e nei controlli sani. Il protocollo di ricerca è in fase di definizione da parte dei ricercatori che lo coordineranno con il professor Zamboni. Saranno coinvolti 10-15 Centri Clinici italiani dove esperti dell’esame diagnostico con il doppler e neurologi valuteranno quante persone e con quali forme e condizioni di SM presentino le alterazioni.
Il secondo ambito di finanziamento del programma consiste nel sostegno al progetto di sperimentazione clinica controllata, attivato dalla Regione Emilia Romagna. Un percorso parallelo e aggiuntivo consiste nel finanziamento delle ricerche che sono state presentate da ricercatori italiani all’interno del bando annuale di ricerca scaduto l’8 marzo
La prima parte dei finanziamenti dedicati a questi studi è di 900 mila euro che potrebbero essere sufficienti per il primo studio. Non abbiamo ancora i budget per gli altri studi ma riteniamo necessario dedicare tutti gli ulteriori fondi che saranno necessari per dare risposte certe alle persone con sclerosi multipla.
La Federazione invita spesso alla cautela i pazienti in relazione alle informazioni che circolano in rete e possono nascondere rischi o illusioni. Questo vale anche per la CCSVI?
L’Associazione Italiana Sclerosi Multipla ha sempre guardato con interesse ed apertura a tutte le proposte di ricerca finanziando progetti pilota in campi innovativi anche quando non supportati da pregresse conoscenze scientifiche. Questa ipotesi di lavoro del professor Zamboni deve essere esplorata e valutata sia per l’aspetto diagnostico che per la proposta terapeutica. Come Associazione vogliamo dare una risposta alle persone con sclerosi multipla sull’efficacia e sicurezza dell’intervento terapeutico. I risultati della ricerca che andremo a esplorare sono essenziali per permetterci di esercitare il nostro ruolo di rappresentanza e affermazione dei diritti delle persone con SM, cioè richiedere al Servizio Sanitario Nazionale il riconoscimento di un approccio clinico come cura erogata dalle strutture pubbliche. Per fare questo abbiamo bisogno, come detto da molti ricercatori e neurologi clinici italiani e stranieri aperti ed attenti, di studi clinici multicentrici e multidisciplinari e di approfondite ricerche scientifiche che spieghino e confermino gli aspetti diagnostici, chiariscano cosa succede nelle lesioni, nel sistema immunitario che attacca il tessuto nervoso, nelle diverse forme di malattia e nell’intervento di allargamento dei vasi venosi.
Data: 14-04-2010
Autore: Cosimo Colasanto
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